Marketing Attivo

Il marketing attivo è l’insieme delle attività pubblicitarie online e off-line che consentono di mantenere un’azienda “in vita”.

Il marketing attivo al giorno d’oggi

In questo periodo di confusione e incertezza dato dalla situazione che il nostro Paese sta vivendo, è necessario mantenere vive le attività. Una sospensione della pubblicità e della comunicazione (soprattutto online), infatti, porterebbe alla spiacevole conseguenza di allontanarsi dagli obiettivi raggiunti prima di questa crisi.

Per evitare tutto ciò, si può stilare  un piano di marketing mirato, appositamente studiato per superare questo difficile periodo e ripartire alla grande.

La comunicazione online

La comunicazione online è sicuramente la parte più importante del marketing in questo periodo, per due motivi:

  • La pubblicità off-line è difficilmente distribuibile a causa delle misere restrittive che sono state adottate.
  • Comunicare online aiuta le persone a sentirsi più vicine alle attività a cui solitamente fanno riferimento per le proprie necessità.

Risulta quindi evidente come la comunicazione tramite il proprio sito web aziendale e le proprie pagine sui social sia fondamentale per rimanere in contatto con il proprio pubblico.

I social

Che i social siano il mezzo di comunicazione per eccellenza di questi decenni è risaputo. In situazioni come queste, però, hanno ancora più rilevanza perché consentono un contatto continuativo e costante tra attività e pubblico di riferimento. Inoltre, in un periodo in cui tutti sono costretti a stare a casa, i social vengono utilizzati con una frequenza e un’assiduità maggiori rispetto alla norma: questo consente di raggiungere più obiettivi. Oltre ad acquisire un’ottima immagine come attività “presente nonostante tutto”, si ha la possibilità di ampliare il proprio pubblico e prepararsi in modo efficace alla riapertura del mercato.

Il marketing attivo è, quindi, l’insieme di tutte queste forme di comunicazione. Per ulteriori informazioni sulla creazione di un piano specifico di marketing attivo, visita il nostro sito o contattaci!


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Imprese digitali: i nuovi lavori

Con la crescita sempre maggiore della rete e dell’informatica come parti integranti del sistema economico mondiale sempre più professioni vengono definite “digitali”; queste nuove posizioni lavorative offrono nuove possibilità e aumentano la necessità di lavoratori “digitali” all’interno delle imprese.

La digitalizzazione delle imprese.

Negli ultimi anni, sia le imprese di grandi dimensioni che quelle piccole e medie, affidano sempre più parti dell’amministrazione e della gestione dell’azienda all’informatica e a sistemi appositamente creati: dalla pubblicità al rapporto con i clienti, fino alla gestione dell’inventario.

Le imprese digitali creano nuovi lavori, tra questi i più richiesti riguardano proprio l’aspetto comunicativo e pubblicitario, alcune delle figure richieste sono: Digital Marketing Specialist, Digital Officer, Data Analyst e Mobile developer.

 

Imprese digitali: Digital Marketing Specialist.

Il DMS è uno specialista nell’analisi dei dati riguardanti il marketing, l’importanza di questa figura cresce nel tempo perchè sempre più aziende ripiegano sul web per pubblicità e diffusione del brand.

Il DMS deve conoscere saper usare SEO e SEM per posizionare la pagina dell’azienda in modo migliore di quella della concorrenza ecc ecc… Questa figura sottolinea l’importanza nelle imprese digitali di nuove figure lavorative che si occupino esclusivamente del marketing online.

Data Analyst

Quello del data analyst è un nuovo lavoro fondamentale per le imprese digitali alle quali serve una figura capace di analizzare i big data e coglierne le informazioni importanti a breve e lungo termine. Il DA è una figura molto importante perchè, nell’era del feedback istantaneo, la direzione dell’azienda può e ,se necessario, deve cambiare molto in fretta.

 Le imprese digitali e i nuovi lavori da esse derivanti sono in continua evoluzione, per questo motivo la formazione è un aspetto importantissimo del bagaglio di ogni persona che vuole intraprendere il percorso dei lavori “digitali”. Con la giusta formazione un candidato può anche coprire posizioni ibride che sono spesso ricercate dalle aziende digitali. Attenzione però: benché siano nuovi, sono tutti lavori ed è quindi indispensabile rivolgersi a professionisti.

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Differenza tra SEO e SEM.

Nel marketing online è molto importante avere la giusta strategia di utilizzo della SEO e del SEM. Questi due fattori sono fondamentali per consentire al proprio marchio di rimanere rilevante online e quindi di fare pubblicità alla propria azienda nel modo più efficace.

La SEO, o Search Engine Optimization

Consiste nel fornire al proprio sito web la forma ed i contenuti necessari affinchè la pagina venga indicizzata correttamente dai motori di ricerca; in poche parole è la variabile che decide in quale posizione, nell’elenco dei risultati, un determinato sito web debba apparire quando viene effettuata una determinata ricerca.

La SEM, Search Engine Marketing

Consiste nel scegliere in modo corretto le parole chiave e le  tematiche dei contenuti della pagina in modo da comparire fra i risultati sponsorizzati dei principali motori di ricerca.

La differenza principale tra SEO e SEM sta quindi nel tipo di risultati sui quali le due tecniche influiscono. La SEO si occupa dei risultati organici, mentre la SEM di quelli sponsorizzati.

Conoscere questa differenza è fondamentale per decidere in che direzione puntare, e quindi in quale metodologia investire, quando si creano i contenuti e la pagina stessa.

Solitamente un’efficace combinazione delle due tecniche permette di avere ottimi risultati, anche se diverse aziende scelgono spesso strategie diverse per bilanciare i risultati: alcune aziende si concentrano più sulla SEO o viceversa; solitamente, però, senza trascurare l’altra tecnica.

La sottile differenza nel funzionamento della SEO e del SEM, che influenza anche il tipo di strategia scelta, è che il SEO organizza i contenuti della pagina in modo che essi siano più “appetibili”, così da incrementare le visite e quindi i guadagni.

Il SEM invece prevede un investimento in annunci sponsorizzati, con il fine di proporre la pagina fra i primi risultati delle ricerche: evidenziando le parole chiave ricercate dall’utente.

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Canali di comunicazione aziendale

Esistono tre principali canali di comunicazione aziendale che si possono sfruttare per farsi pubblicità: le stampe, i social e il web.

Comunicazione aziendale: Le stampe. 

Uno dei metodi usati dalle aziende per comunicare con la clientela è quello di stampare la propria pubblicità su carta. Alcuni esempi sono: i volantini, i poster pubblicitari e i biglietti da visita; tutti i metodi di comunicazione basati su carta hanno il lato negativo di dover essere distribuiti. Ma d’altro canto, hanno il lato positivo di essere “conservabili” hanno un forte impatto di presentazione. Questo canale di comunicazione è spesso usato per raggiungere le fasce di clientela specifiche per zona, età o appartenenza ad un determinato gruppo di interesse.

 

Comunicazione aziendale: I social.

La comunicazione tramite social media risulta essere uno dei metodi più usati dalle aziende, in quanto è economica e permette di raggiungere direttamente la clientela senza passaggi intermedi, come la distribuzione nel caso della carta stampata. Sui social media, inoltre, il feedback della clientela è istantaneo e facilmente monitorabile. Esistono figure professionali che si occupano della gestione delle pagine social, in modo da evitare errori di comunicazione che potrebbero creare danni all’immagine dell’azienda: una scelta errata nella comunicazione tramite social può avere gravi ed immediate conseguenze data la natura del canale stesso.

 

Comunicazione aziendale: Il web

Sempre più aziende si appoggiano a siti web per pubblicità e comunicazione con la clientela. Il lato positivo dei siti web è quello di dare una piattaforma dedicata all’azienda, dove possono essere pubblicati diversi tipi di contenuti. La realizzazione di un sito web richiede, però, una figura professionale esperta. Il costo maggiore di realizzazione e manutenzione dei siti web è compensato dai vantaggi costituiti dall’avere una piattaforma dedicata lche può servire da “benvenuto” per i clienti, catalogo e assistenza clienti, per esempio, ma anche per molte altre funzioni come la prenotazione o l’informazione immediata.

Solitamente la scelta delle aziende è quella di utilizzare in modo complementare i vari canali di comunicazione a loro disposizione per raggiungere diverse fasce di potenziale clientela. Inoltre almeno una pagina social e un sito web sono diventati requisiti fondamentali per ogni azienda.

 

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BOT e Gruppi di Engagement

In qualsiasi piattaforma social l’obiettivo della maggior parte degli utenti è quello di aumentare il proprio seguito e quindi, a livello pratico, il numero di mi piace e condivisioni dei propri post o profili.

Negli ultimi anni si sta formando la tendenza a scegliere due strade per conseguire l’obiettivo di una maggiore popolarità social in breve tempo. La prima prevede l’uso dei bot, la seconda prevede la creazione o la partecipazione a gruppi di engagement.

Bot e Gruppi di engagement: cosa sono?

I bot sono metodi per creare e gestire account che non corrispondono ad una persona reale. Vengono acquistati come qualsiasi altro servizio informatico garantiscono una crescita numerica al profilo.

Molte piattaforme di condivisione e social proibiscono l’uso dei bot anche se molto spesso non implementano misure anti bot sufficienti a fermarne l’utilizzo.

I gruppi di engagement, invece, sono gruppi creati all’interno dei social nei quali ogni membro è disposto a scambiare like, condivisioni eccetera con altri membri del gruppo, così da creare una crescita collettiva e del singolo.

La differenza fondamentale tra i due metodi spiegati sopra è quella della natura dei seguaci.

I bot prevedono un aumento numerico, mentre i gruppi di engagement permettono di entrare a far parte di, o addirittura creare, community nuove sostenute da persone vere e con interesse nei contenuti.

Nel breve termine l’utilizzo del bot può sembrare più produttivo e rapido, ma nel tempo i gruppi di engagement permettono di creare un seguito reale e che permette al profilo di evolversi e mantenere la popolarità.

Un account che ha raggiunto il successo con l’uso dei bot, con il passare dei mesi, non potrà fare concorrenza alla crescita costante e “naturale” che si verifica nei profili con una community vera, salvo un costante investimento finanziario che, superata una certa soglia, sarebbe costantemente in perdita.

I bot inoltre potrebbero avere vita breve date le politiche anti-spam sostenute da tutte le maggiori piattaforme social.

In conclusione: attenzione a cosa si sceglie per la crescita online!

 

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