Hashtag: guida per l’uso.

Un hashtag è un tag che viene usato nell’ambito social per categorizzare un post, è stato lanciato da facebook come metodo per associare i post, e quindi le persone, in base ad interessi comuni.

Si compone di un cancelletto “#” ed una parola significativa per categorizzare il post “#esempio”.

Con lo sviluppo dei social e la diffusione del modello di facebook, sempre più piattaforme si affidano all’hashtag per creare community e diffondere i post, primo su tutti instagram.

A cosa servono gli hashtag?

Su piattaforme molto vaste l’uso dell’hashtag non è utile soltanto agli utenti per trovare ciò che cercano (#musica, #arte) ma anche alla piattaforma stessa per identificare i trend e gli argomenti che suscitano più discussioni, condivisioni o quelli meno popolari.

In modo simile a quello usato dagli algoritmi dei social, in campo pubblicitario un hashtag può essere usato dalle compagnie per trarre dati.

Capire cosa piace alla clientela, cosa non piace e quali argomenti o trend si possono sfruttare per rendere popolare un  determinato prodotto su una determinata fascia di popolazione.

Inoltre l’azienda può scegliere di creare un hashtag che sia già popolare e si leghi al prodotto in questione, per esempio una linea di abbigliamento può sfruttare “#autunno” e così via. 

L’aspetto più importante degli hashtag è quello, accennato prima, della creazione di una community attorno ad una parola o ad un interesse comune.

Con l’uso degli hashtag si può creare una rete di condivisioni e discussione in pochissimo tempo che, nel caso di un’azienda, porta un determinato prodotto ad essere discusso e condiviso da molti potenziali clienti in breve tempo.

Un aspetto secondario e da non trascurare per chiunque utilizzi gli hashtag è quello di poter controllare velocemente il feedback e il tipo di discussioni che  ruotano attorno ad un determinato tag: un influencer può usare questa proprietà per capire se la direzione presa dalla propria pagina è apprezzata dal pubblico, per esempio.

 

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Instagram e facebook: consigli per l’uso

Facebook e Instagram sono i due social sui quali avviene la maggior parte della comunicazione a fine pubblicitario: sono entrambi strumenti molto potenti in mano alle aziende e a chiunque voglia pubblicizzare un prodotto o un servizio; esistono però delle differenza fra i due social media che occorre conoscere per sfruttarli al meglio.

Quali sono le differenze?

Il tipo di contenuto è la differenza più importante fra i due social, uno si basa sulle immagini e su corte didascalie descrittive, l’altro invece permette di scrivere post molto più lunghi.

Prendendo l’esempio di un’azienda produttrice di divani che vuole pubblicizzare il proprio nuovo prodotto sui social analizziamo i due approcci differenti più adatti ai due social in questione.

Instagram e Facebook…

Facebook: l’azienda può decidere di scrivere un lungo post descrittivo all’interno del quale vengono spiegate nel dettaglio le caratteristiche del prodotto (Ad esempio le stoffe, le dimensioni e le imbottiture).

Il post può essere correlato con un’immagine in cui viene rappresentato semplicemente il prodotto. Eventuali sconti o offerte possono poi essere scritti all’interno del post all’interno di un paragrafo separato.

Instagram: instagram non consente di scrivere paragrafi molto lunghi; l’azienda deve quindi decidere cosa vuole scrivere nella didascalia del post (se i listini prezzi, le offerte, le caratteristiche del prodotto ecc ecc…).

Instagram garantisce però la visibilità totale dell’immagine che viene messa in primo piano e distribuita tramite una serie di hashtag alla potenziale clientela. L’immagine in questo caso deve essere il centro dell’offerta e deve rappresentare in modo chiaro e semplice le caratteristiche del prodotto.

Più l’immagine è accattivante maggiori saranno le attenzioni della clientela che poi potrebbe decidere di leggere la didascalia o consultare un eventuale sito dell’azienda.

In conclusione non è conveniente focalizzare l’attenzione dell’azienda su uno solo dei due social. Piuttosto conviene sviluppare delle strategie di social media marketing per entrambe le piattaforme in modo da raggiungere più persone possibili.


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Dialogo sui social

Ognuno sa che, quando si comunica, generalmente ci si aspetta una risposta dalla persona verso cui si rivolge (a meno che il messaggio non sia molto specifico come un’istruzione, un ordine).

Dialogo sui social e pubblcità

L’aspetto sopra citato molte volte è ignorato da coloro che si occupano di comunicazione per pubblicità si dimenticano dell’importanza del dialogo, sopratutto da quando l’utilizzo dei social è diventato maniacale.

Questo perchè si è abituati ad un’idea di pubblicità sterile, senza dialogo. Un messaggio diffuso con i mass media che viene recepito da un potenziale cliente che deve essere subito affascinato dal prodotto o servizio in modo tale da volerlo acquistare.

Con l’avvento dei social media però molte aziende scelgono di farsi pubblicità tramite un mezzo di diffusione capillare, vastissimo e soprattutto gratuito. Sussiste però un problema: nei social media l’utente può comunicare liberamente. 

Quest’aspetto, se con la pubblicità tradizionale diffusa tramite televisione, radio, volantini, poteva essere trascurabile, oggi con l’avvento del marketing social è cruciale.

Social media marketing e dialogo diretto

All’interno dei social il cliente ha un modo per creare feedback istantaneo sotto forma di commento alla pubblicità.

Con il potere dato all’utente sui social, le aziende devono imparare a gestire il dialogo in modo intelligente.

Non tutti i commenti vanno presi seriamente, non tutti sono rilevanti e molti sono posizionati apposta per mettere in cattiva luce il prodotto. Piuttosto quelli genuini di clienti interessati vanno presi in serissima considerazione.

L’azienda nella creazione di un dialogo deve mantenere un tono sereno, che comunichi affabilità e gentilezza, al contempo deve essere formale e rispettosa dei clienti.

Oggi, per esempio, molte aziende scelgono di essere dirette e ironiche. Si sceglie un approccio basato sulla simpatia e sulla leggerezza della conversazione, pur dimostrando di essere sempre disponibili per i propri clienti.

Attenzione!

Non esiste un approccio unico al dialogo con il proprio pubblico, specialmente nel settore della pubblicità e dei social, sta all’azienda scegliere quale direzione seguire e con quali mezzi.

Per ogni azienda o attività di qualsiasi genere è indispensabile gestire una forma di dialogo adeguata, considerando anche la tipologia di prodotti venduti e il target al quale si rivolgono.

 

I 6 step per migliorare la comunicazione

Come fare per migliorare la qualità della comunicazione? Come aumentare il successo dei messaggi trasmessi ad un pubblico?

Step 1: mettersi nei panni degli altri. 

A tutti è capitato di spiegare un concetto in modo inconfutabilmente chiaro e preciso ottenendo come risultato un ascoltatore confuso; questo perché un buon comunicatore sa che la propria capacità espressiva non deve essere indirizzata a se stesso ma agli altri. In dei conti il messaggio lo deve ricevere una persona che magari pensa in modo completamente differente da quello del comunicatore.

Step 2: ascoltare gli altri. 

Non basta solo parlare, bisogna anche ascoltare; questo vale per ogni buon interlocutore ma anche per ogni buon pubblicitario, il primo deve ascoltare la sua controparte mentre il secondo deve ascoltare con attenzione tutta una serie di dettagli legati alla clientela e al mercato, ad esempio i bisogni o il feedback del cliente.

Step 3: essere creativi.

Bisogna diversificare i propri messaggi ed innovarli: se un comico dicesse sempre le stesse battute egli perderebbe velocemente il proprio seguito; allo stesso modo deve agire qualunque comunicatore nel proprio ambito per migliorare progressivamente la qualità della comunicazione.

Step 4: curare i dettagli.

Una parola può avere decine di sfumature, una frase centinaia di interpretazioni e risvolti diversi: per questo motivo un buon comunicatore deve sapere il momento e il modo di appropriato di usare parole, immagini, colori e suoni per indirizzare il messaggio nella direzione voluta.

Step 5: distinguersi dalla massa.

“Questa pubblicità è diventata insopportabile”, quante volte è capitato di sentire questa frase? Questo accade perché molti dei pubblicitari (un esempio fra tanti di comunicatore) non cercano di distinguersi dagli altri oppure lo fanno nel modo sbagliato ottenendo così dei messaggi ripetitivi o al limite del ridicolo.

Step 6: studiare il target.

Il comunicatore deve sapere a chi si sta rivolgendo per poter applicare gli step sopra citati nel modo più efficace, in ogni attività conoscere la propria controparte fa la differenza ed il ruolo del comunicatore non fa eccezioni.


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Blog: cosa significa e come può esserti utile

“Blog”: cosa significa questa parola?

Cercando su qualsiasi dizionario la definizione di blog è: “Sito web personale concepito principalmente come contenitore di testo (per es. come diario o come organo di informazione indipendente), aggiornabile dal singolo utente in tempo reale grazie ad apposito software.”

In realtà si tratta di un nome assegnato ad una forma di comunicazione relativamente recente, che si è sviluppata molto rapidamente e ha assunto diverse vesti e funzioni.

Nello specifico, un blog può essere utile si per singoli individui e sia per società commerciali o associazioni: in ogni caso il suo scopo è quello di fornire informazioni e diffondere conoscenze.

Il blog come diario

Un delle forme più diffuse di stesura di un blog è quella del diario: un diario di viaggio per una singola persona o un gruppo, un diario delle attività svolte e delle innovazioni per un’azienda.

Questa forma, tuttavia, viene maggiormente sfruttata dai “privati”, che scelgono di fare intrattenimento con le proprie avventure.

Il blog come community

Un’altra veste del blog è quella della community d’interesse: blog di cinema, serie tv, libri, videogiochi e così via. Questo tipo ha come unico scopo lo scambio di informazioni, conoscenze e opinioni tra persone con interessi simili.

Il blog per le attività

Nel caso in cui il blog sia redatto per un’attività commerciale, invece, lo scopo principale è quello di dare informazioni al proprio pubblico di riferimento sull’attività svolta, i principali valori dell’azienda, i metodi di lavorazione e così via.

Attenzione!

In questo caso particolari bisogna fare molta attenzione a come e cosa si scrive. La scrittura per il web segue delle regole differenti rispetto a quella tradizionale, non basta copiare e incollare oppure scrivere secondo il proprio gusto, altrimenti leggibilità e qualità SEO non saranno ottimali.

Infine, trattandosi di comunicazione a scopo commerciale, è indispensabile che un blog di questo tipo abbia queste caratteristiche:

  • sincerità su quanto viene scritto in riferimento all’attività in questione;
  • semplicità nello spiegare termini e concetti caratteristici dell’attività;
  • correttezza nei confronti del pubblico e dei concorrenti.

La soluzione migliore per la realizzazione di un blog aziendale è quella di rivolgersi a dei professionisti del settore.