Canali di comunicazione aziendale

Esistono tre principali canali di comunicazione aziendale che si possono sfruttare per farsi pubblicità: le stampe, i social e il web.

Comunicazione aziendale: Le stampe. 

Uno dei metodi usati dalle aziende per comunicare con la clientela è quello di stampare la propria pubblicità su carta. Alcuni esempi sono: i volantini, i poster pubblicitari e i biglietti da visita; tutti i metodi di comunicazione basati su carta hanno il lato negativo di dover essere distribuiti. Ma d’altro canto, hanno il lato positivo di essere “conservabili” hanno un forte impatto di presentazione. Questo canale di comunicazione è spesso usato per raggiungere le fasce di clientela specifiche per zona, età o appartenenza ad un determinato gruppo di interesse.

 

Comunicazione aziendale: I social.

La comunicazione tramite social media risulta essere uno dei metodi più usati dalle aziende, in quanto è economica e permette di raggiungere direttamente la clientela senza passaggi intermedi, come la distribuzione nel caso della carta stampata. Sui social media, inoltre, il feedback della clientela è istantaneo e facilmente monitorabile. Esistono figure professionali che si occupano della gestione delle pagine social, in modo da evitare errori di comunicazione che potrebbero creare danni all’immagine dell’azienda: una scelta errata nella comunicazione tramite social può avere gravi ed immediate conseguenze data la natura del canale stesso.

 

Comunicazione aziendale: Il web

Sempre più aziende si appoggiano a siti web per pubblicità e comunicazione con la clientela. Il lato positivo dei siti web è quello di dare una piattaforma dedicata all’azienda, dove possono essere pubblicati diversi tipi di contenuti. La realizzazione di un sito web richiede, però, una figura professionale esperta. Il costo maggiore di realizzazione e manutenzione dei siti web è compensato dai vantaggi costituiti dall’avere una piattaforma dedicata lche può servire da “benvenuto” per i clienti, catalogo e assistenza clienti, per esempio, ma anche per molte altre funzioni come la prenotazione o l’informazione immediata.

Solitamente la scelta delle aziende è quella di utilizzare in modo complementare i vari canali di comunicazione a loro disposizione per raggiungere diverse fasce di potenziale clientela. Inoltre almeno una pagina social e un sito web sono diventati requisiti fondamentali per ogni azienda.

 

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Comunicazione tramite video online

Come funziona la comunicazione tramite video?

La diffusione di video, brevi o lunghi, è una delle scelte predominanti per la condivisione di contenuti online.

 Con l’uso delle piattaforme corrette ogni tipo di creatore di contenuti può distribuire il proprio tipo di video/contenuto sul web: alcune piattaforme, come YouTube, permettono la diffusione di video di diverse lunghezze tramite canali.

Altre piattaforme, invece, favoriscono lo streaming: una trasmissione “in diretta”; i social media spesso permettono l’upload di brevi video (dalla durata media che va tra 1 e 10 minuti). 

La piattaforma scelta per veicolare il messaggio influenza pesantemente il tipo di video e le accortezze da seguire durante la produzione dello stesso.

Ci sono comunque alcune regole generali che si possono seguire.

Quali tipi di video si pubblicano online?

La comunicazione online tramite contenuti video può essere divisa in due macro-gruppi: i video brevi ed i video lunghi.

Il primo tipo viene solitamente usato nel campo dell’intrattenimento o in quello pubblicitario al fine di catturare l’attenzione dello spettatore e comunicare in breve tempo il messaggio.

Il vantaggio più ovvio è quello del tempo di realizzazione breve, così come quello del costo minore nel caso il video venga caricato su una piattaforma con pagamento a minuto.

Un video di breve durata deve essere chiaro e conciso, non necessita di elaborati studi per mantenere elevata l’attenzione dello spettatore. Inoltre ha solitamente un unico concetto come focus principale.

La seconda categoria, invece, quella dei video di lunga durata prevede costi e tempi decisamente maggiori. Inoltre richiede una strategia per mantenere elevata la concentrazione dello spettatore.

Solitamente si usa, in ambito pubblicitario, per illustrare progetti importanti oppure innovazioni in ambito aziendale. 

Per quanto riguarda la pubblicità sui social media la scelta prediletta è quella dei video di breve durata, così da impegnare una piccola quantità di tempo al potenziale cliente e risparmiare in fase di produzione.

 

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BOT e Gruppi di Engagement

In qualsiasi piattaforma social l’obiettivo della maggior parte degli utenti è quello di aumentare il proprio seguito e quindi, a livello pratico, il numero di mi piace e condivisioni dei propri post o profili.

Negli ultimi anni si sta formando la tendenza a scegliere due strade per conseguire l’obiettivo di una maggiore popolarità social in breve tempo. La prima prevede l’uso dei bot, la seconda prevede la creazione o la partecipazione a gruppi di engagement.

Bot e Gruppi di engagement: cosa sono?

I bot sono metodi per creare e gestire account che non corrispondono ad una persona reale. Vengono acquistati come qualsiasi altro servizio informatico garantiscono una crescita numerica al profilo.

Molte piattaforme di condivisione e social proibiscono l’uso dei bot anche se molto spesso non implementano misure anti bot sufficienti a fermarne l’utilizzo.

I gruppi di engagement, invece, sono gruppi creati all’interno dei social nei quali ogni membro è disposto a scambiare like, condivisioni eccetera con altri membri del gruppo, così da creare una crescita collettiva e del singolo.

La differenza fondamentale tra i due metodi spiegati sopra è quella della natura dei seguaci.

I bot prevedono un aumento numerico, mentre i gruppi di engagement permettono di entrare a far parte di, o addirittura creare, community nuove sostenute da persone vere e con interesse nei contenuti.

Nel breve termine l’utilizzo del bot può sembrare più produttivo e rapido, ma nel tempo i gruppi di engagement permettono di creare un seguito reale e che permette al profilo di evolversi e mantenere la popolarità.

Un account che ha raggiunto il successo con l’uso dei bot, con il passare dei mesi, non potrà fare concorrenza alla crescita costante e “naturale” che si verifica nei profili con una community vera, salvo un costante investimento finanziario che, superata una certa soglia, sarebbe costantemente in perdita.

I bot inoltre potrebbero avere vita breve date le politiche anti-spam sostenute da tutte le maggiori piattaforme social.

In conclusione: attenzione a cosa si sceglie per la crescita online!

 

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Hashtag: guida per l’uso.

Un hashtag è un tag che viene usato nell’ambito social per categorizzare un post, è stato lanciato da facebook come metodo per associare i post, e quindi le persone, in base ad interessi comuni.

Si compone di un cancelletto “#” ed una parola significativa per categorizzare il post “#esempio”.

Con lo sviluppo dei social e la diffusione del modello di facebook, sempre più piattaforme si affidano all’hashtag per creare community e diffondere i post, primo su tutti instagram.

A cosa servono gli hashtag?

Su piattaforme molto vaste l’uso dell’hashtag non è utile soltanto agli utenti per trovare ciò che cercano (#musica, #arte) ma anche alla piattaforma stessa per identificare i trend e gli argomenti che suscitano più discussioni, condivisioni o quelli meno popolari.

In modo simile a quello usato dagli algoritmi dei social, in campo pubblicitario un hashtag può essere usato dalle compagnie per trarre dati.

Capire cosa piace alla clientela, cosa non piace e quali argomenti o trend si possono sfruttare per rendere popolare un  determinato prodotto su una determinata fascia di popolazione.

Inoltre l’azienda può scegliere di creare un hashtag che sia già popolare e si leghi al prodotto in questione, per esempio una linea di abbigliamento può sfruttare “#autunno” e così via. 

L’aspetto più importante degli hashtag è quello, accennato prima, della creazione di una community attorno ad una parola o ad un interesse comune.

Con l’uso degli hashtag si può creare una rete di condivisioni e discussione in pochissimo tempo che, nel caso di un’azienda, porta un determinato prodotto ad essere discusso e condiviso da molti potenziali clienti in breve tempo.

Un aspetto secondario e da non trascurare per chiunque utilizzi gli hashtag è quello di poter controllare velocemente il feedback e il tipo di discussioni che  ruotano attorno ad un determinato tag: un influencer può usare questa proprietà per capire se la direzione presa dalla propria pagina è apprezzata dal pubblico, per esempio.

 

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Come i social e gli influencer influenzano il mercato?

I social sono ormai la piattaforma pubblicitaria più vasta e conveniente per qualsiasi tipo di impresa, sia essa conosciuta e con un pool di clienti molto vasto oppure di piccole dimensioni e con pool di clienti ristretto. Il punto di forza dei social usati come pubblicità è quello delle molteplici modalità di utilizzo: per esempio una pagina ufficiale dell’azienda o l’affidamento della pubblicità ad un influencer.

L’impatto che i social e le molteplici possibilità di sfruttarli per pubblicizzare beni e servizi hanno sul mercato è vastissimo.

Cosa fa l’influencer?

Una piccola azienda può rivolgersi ad un influencer relativamente conosciuto per pubblicizzare un prodotto. Il costo è sicuramente minore rispetto a quello di un metodo di pubblicità classico (campagne di volantinaggio, pubblicità televisive ecc…) ma risulta molto più efficace e permette di coprire un numero di potenziali clienti relativamente maggiore.

E’ molto importante anche ricordare dell’esistenza di influencer che si occupano di categorie ben definite di prodotti (ad esempio elettronica, make up, moda, intrattenimento ecc…) che mirano ad un pubblico molto vasto di persone interessate ad una tipologia specifica di prodotti.

Questo permette all’azienda di raggiungere sicuramente un pubblico vasto e potenzialmente interessato al prodotto. Uno degli esempi più diffusi in questo periodo sono i canali youtube che si occupano di recensire prodotti di elettronica (ad esempio smartphone): spesso i prodotti vengono confrontati e per ognuno vengono elencati pregi e difetti, questo ha permesso ad aziende meno conosciute di essere immediatamente associate a standard di qualità elevati di aziende che già godono di una vasta pool di clienti, un esempio su tutti la Xiaomi nell’ambito della telefonia mobile.

Un aspetto importante da tenere presente è quello che gli influencer possono anche essere detrattori di un prodotto o di un marchio, rischiando potenzialmente di portare al fallimento l’azienda, nel caso in cui le recensioni e il loro riscontro dovesse essere negativo.

Detto ciò, risulta evidente come sia necessario instaurare un rapporto di fiducia e di trasparenza tra influencer e brand: di questo molto spesso sono incaricate le agenzie di comunicazione, che creano un vero e proprio piano di marketing includendo anche questa nuova forma di pubblicità.

 

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