Blog: cosa significa e come può esserti utile

“Blog”: cosa significa questa parola?

Cercando su qualsiasi dizionario la definizione di blog è: “Sito web personale concepito principalmente come contenitore di testo (per es. come diario o come organo di informazione indipendente), aggiornabile dal singolo utente in tempo reale grazie ad apposito software.”

In realtà si tratta di un nome assegnato ad una forma di comunicazione relativamente recente, che si è sviluppata molto rapidamente e ha assunto diverse vesti e funzioni.

Nello specifico, un blog può essere utile si per singoli individui e sia per società commerciali o associazioni: in ogni caso il suo scopo è quello di fornire informazioni e diffondere conoscenze.

Il blog come diario

Un delle forme più diffuse di stesura di un blog è quella del diario: un diario di viaggio per una singola persona o un gruppo, un diario delle attività svolte e delle innovazioni per un’azienda.

Questa forma, tuttavia, viene maggiormente sfruttata dai “privati”, che scelgono di fare intrattenimento con le proprie avventure.

Il blog come community

Un’altra veste del blog è quella della community d’interesse: blog di cinema, serie tv, libri, videogiochi e così via. Questo tipo ha come unico scopo lo scambio di informazioni, conoscenze e opinioni tra persone con interessi simili.

Il blog per le attività

Nel caso in cui il blog sia redatto per un’attività commerciale, invece, lo scopo principale è quello di dare informazioni al proprio pubblico di riferimento sull’attività svolta, i principali valori dell’azienda, i metodi di lavorazione e così via.

Attenzione!

In questo caso particolari bisogna fare molta attenzione a come e cosa si scrive. La scrittura per il web segue delle regole differenti rispetto a quella tradizionale, non basta copiare e incollare oppure scrivere secondo il proprio gusto, altrimenti leggibilità e qualità SEO non saranno ottimali.

Infine, trattandosi di comunicazione a scopo commerciale, è indispensabile che un blog di questo tipo abbia queste caratteristiche:

  • sincerità su quanto viene scritto in riferimento all’attività in questione;
  • semplicità nello spiegare termini e concetti caratteristici dell’attività;
  • correttezza nei confronti del pubblico e dei concorrenti.

La soluzione migliore per la realizzazione di un blog aziendale è quella di rivolgersi a dei professionisti del settore.

Comunicazione nell’era social: hashtag e non solo

Comunicare sui social: le basi.

Per avere una buona strategia di comunicazione sui social bisogna seguire alcune linee guida, che riguardano soprattutto la forma e la complessità di ciò che si vuole comunicare.

Di seguito, le caratteristiche base che deve avere un messaggio sui social:

  • Positività e onestà: i social sono perlopiù uno svago, quindi è preferibile passare dei messaggi positivi; inoltre, come azienda, è bene dire sempre la verità, per evitare di giocarsi la reputazione nel giro di pochissimo tempo.
  • Interazione: rispondere ai commenti, ai messaggi diretti ed essere partecipi alle attività della pubblico di riferimento (con ulteriori commenti, like reciproci, ecc).
  • Onestà: benché sia una pratica piuttosto diffusa, la condivisione di immagini o contenuti “presi da Google” non è corretta! Anzi, in molti casi questi contenuti sono protetti da diritti d’autore o comunque sono il frutto del lavoro di terze persone. Per questo motivo è sempre consigliabile rivolgersi a dei professionisti del settore per la creazione e la condivisione di contenuti sui social.
  • Idee chiare: la comunicazione sui social è fatta di immagini e testo (spesso molto breve); per questo motivo è indispensabile avere le idee chiare su ciò che si vuole comunicare e farlo costantemente e correttamente.

Di cosa si compone la comunicazione sui social?

Essenzialmente un “messaggio social” si può scomporre in quattro parti:

  1. L’immagine: chiara, pulita, non ingannevole, personale;
  2. Il testo: breve, sintetico, diretto;
  3. Gli hashtag: ormai indispensabili per entrare a far parte delle varie community di riferimento e ritagliarsi uno spazio all’interno di esse. Scegliere hashtag di tendenza è corretto, ma è ancora meglio cercarne alcuni di “nicchia”; non utilizzare hashtag non correlati al contenuto soltanto per ottenere like, non funziona! E, infine, non eccedere con la quantità!
  4. Le emoticon: sono ormai parte integrante del testo nella comunicazione sui social perché sono in grado di riassumere una breve frase in un solo simbolo. Anche con queste, però, è bene non eccedere!

Infine…

Detto ciò, non bisogna dimenticare l’importanza che la strategia di marketing, e di conseguenza il piano di pubblicazione, hanno all’interno degli algoritmi dei vari social, altrimenti seguire queste regole sarà inutile.

Perchè le parole non sono sufficienti

Le parole possono essere considerate la colonna portante della comunicazione e della pubblicità ma, spesso, non sono sufficienti, non rendono nel modo migliore il messaggio da comunicare o, semplicemente, non lo rendono abbastanza forte e facile da ricordare.

 

Film, musica e TV.

Nella vita di tutti i giorni è facile osservare come la parola non venga più usata come metodo comunicativo a se stante ma come venga coadiuvata da diverse forme di comunicazione: la tv ci ha insegnato come per intrattenimento, informazione o pubblicità le immagini e i suoni siano utili per comunicare al meglio il messaggio.

 

Un semplice esempio.

Non sempre è facile capire come le parole siano potenti ma, spesso, non sono sufficienti a comunicare al 100% l’informazione; per capirlo basta immaginare un telegiornale che, per comunicare la gravità di un fatto di cronaca, possa contare soltanto sulle parole e non sulle immagini e, a volte, sulle musiche.

Risulta quindi facile immaginare come nel primo caso il giornalista, esperto nell’uso della parola, dovrebbe sforzarsi per descrivere la situazione nel dettaglio e allungare la durata del servizio di diversi minuti; un’immagine, invece, potrebbe non avere nemmeno bisogno di altre parole, se non per contestualizzarla.

 

Nella pubblicità.

Basta trasferire l’esempio del telegiornale nel campo della pubblicità per capire come la parole non siano sufficienti per, in poco tempo, catturare l’attenzione del cliente, comunicargli le specifiche del prodotto o servizio e convincerlo ad acquistarlo.

Per esempio un sito che vende abbigliamento dovrebbe dilungarsi in descrizioni esaustive di una giacca, o qualsiasi altro capo, solo per poi scoprire che, specialmente nell’era del web, nessuno ha avuto l’interesse o il tempo di leggere l’annuncio.

Invece la stessa azienda potrebbe pubblicare una foto della giacca con poche parole come “vera pelle”, oppure il prezzo e la marca della merce, ed ecco che molte più persone visualizzano l’annuncio e il numero di potenziali clienti aumenta esponenzialmente.

Le parole sono quindi molto potenti ma spesso non sono sufficienti per comunicare la ciò che l’azienda vuole annunciare nei tempi serratissimi della pubblicità, specialmente sul web, basta pensare come un logo di una marca molto famosa possa comunicare molto più che la descrizione effettiva del prodotto con quel logo stampato sopra.