Rappresentare la comunicazione

Rappresentare la comunicazione… cosa significa?

Come abbiamo detto negli articoli precedenti, la comunicazione non è fatta semplicemente di parole, ma dall’insieme di parole, immagini, video, supporti di ogni genere e forma.

Rappresentare la comunicazione significa proprio questo: unire modi di comunicare differenti per creare un unico messaggio universale, comprensibile, intuitivo e alla portata di tutti.

Di questo si occupano le agenzie di comunicazione che hanno, appunto, il compito di mettere in contatto domanda e offerta tramite un messaggio che possa essere facilmente individuato nella moltitudine  e appreso.

 

Rappresentare un messaggio

L’aspetto più complicato in tutto ciò è quello di riuscire ad unire le parole all’immagine per creare qualcosa di unico, facilmente comprensibile e riconoscibile.

Un messaggio pubblicitario o informativo deve, quindi, essere:

  • comprensibile;
  • semplice;
  • accattivante;
  • originale.

Ovviamente, l’avvento delle nuove tecnologie di comunicazione ha modificato in modo molto consistente la “forma” del messaggio: se prima, in ambito pubblicitario, i mezzi di comunicazione più forte erano il volantino o il manifesto, ora lo sono Facebook e Google.

Ciò comporta un diverso modo di rappresentare e veicolare il messaggio: nell’era frenetica dei social e della ricerca su Google, il tempo dedicato alla lettura e all’assimilazione di un messaggio e nettamente inferiore rispetto al passato: di conseguenza il messaggio deve essere estremamente intuitivo e comprensibile.

Proprio per questo motivo si utilizzano sempre più spesso immagini al posto di lunghi testi, emoticon al posto di brevi affermazioni: tutto è una sintesi. Basti pensare a quando si scorrono le immagini su Google o su Instagram: ciò che cattura l’attenzione è la qualità di un contenuto unita all’immediatezza della comprensione di ciò che quell’immagine comunica.

Questo veloce mutamento della comunicazione è in continua evoluzione e richiede soluzioni sempre nuove, originali e innovative: ecco che le agenzie di comunicazione intervengono per offrire soluzioni valide e funzionali.

 

Comunicare: non solo parole.

Comunicare: non solo parole.

Spesso le persone compiono il grossolano errore di intendere la comunicazione come un semplice scambio di parole fra due entità; comunicare, nel ventunesimo secolo, vuol dire condividere un’idea, un concetto, tramite il “veicolo” che si ritiene più adatto: arte, musica, immagini, video, qualsiasi mezzo sia utile a veicolare il messaggio è anche utile a comunicare.

Imprese e…

Dal punto di vista del commercio le imprese e le grandi multinazionali sono fra gli enti che sfruttano nel modo migliore la comunicazione, per far leva su meccanismi psicologici ed invogliare il cliente ad acquistare un prodotto. Al consumatore medio questo potrebbe sembrare, seppur ovvio e consolidato nella società moderna, un uso improprio e in qualche modo “oscuro” della comunicazione. In realtà esattamente come la musica, o l’arte visiva, usare la pubblicità e la comunicazione, tramite qualsiasi mezzo, per veicolare un messaggio ad una moltitudine di clienti è un’arte, e come tale richiede dedizione e passione per essere realizzata nel migliore dei modi.

 

Chi ha il ruolo di “comunicare”?

Un buon comunicatore sa che la retorica è importante quando si vuol convincere qualcuno di ad abbracciare un’idea, ma sa anche che questa a volte non è sufficiente: un buon oratore può convincere molte persone ma un buon artista sa colpirle con la sua arte e renderle più inclini ad accettare le sue idee. Ed è esattamente fra la figura dell’oratore e quella dell’artista che si deve inserire un buon pubblicitario: abile oratore e abile rappresentante delle proprie idee, in grado di stupire il cliente e catturare la sua attenzione, per poi convincerlo con tesi incontestabili a favore del proprio prodotto.

 

Come farlo nel modo giusto?

Non sempre si tratta di colori sgargianti, frasi ad effetto e canzoncine orecchiabili: per sopravvivere le aziende hanno costantemente bisogno di innovarsi nella comunicazione, e di conseguenza nei mezzi scelti per veicolarla, per far presa sulla maggiore quantità possibile di clienti. Un esempio lampante di innovazione comunicativa è il numero, costantemente in crescita, delle aziende che usano i “meme”, vignette divertenti condivise sui social, per comunicare le caratteristiche dei loro prodotti. In questo caso le aziende, e quindi i pubblicitari, si sono adattati ad un fenomeno del web a livello mondiale e ne sono entrati a far parte, così da aumentare la clientela che potrebbe acquistare i prodotti sopra citati. Nella costante innovazione, che è intrinseca al ruolo del pubblicitario, si identifica facilmente la componente artistica delle figure in questione: non solo devono saper parlare al cliente, ma devono farlo in modo diverso da tutti gli altri. Questa è la comunicazione oltre le parole.